SCHEDA TECNICA

Ovino Laticauda

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Razza autoctona della regione Campania, a duplice attitudine (latte e carne), il cui nome deriva dalla peculiare forma della coda (latis cauda), larga e grassa, una riserva da cui attingere nei periodi di magra. E’ rinomata per i suoi prodotti: il pecorino di Laticauda Sannita dai profumi e dal gusto gradevoli e l’agnello, le cui carni sono apprezzate per il basso contenuto di colesterolo e l’assenza del tipico sentore della specie.

Origini e diffusione

Ha avuto probabilmente origine dagli incroci tra la Barbaresca, una razza nord-africana, e la razza Appenninica locale; i meticciamenti successivi, eseguiti con grande accortezza e maestria dai primi allevatori, hanno fissato i caratteri morfo-funzionali che attualmente tipizzano la Laticauda. Allevata principalmente nelle province di Benevento ed Avellino, in zone di media collina, in piccoli greggi, è diffusa anche in piccoli nuclei nelle province di Caserta, Napoli, Cosenza, Matera e Foggia.

Consistenza

Secondo dati del CNR, nel 1983 si contavano circa 60.000 capi allevati; nel 2012 l’AssoNaPa, dichiarava 3.850 capi iscritti al Libro Genealogico, oggi declassato a Registro Anagrafico, distribuiti in 89 aziende, localizzate prevalentemente nella provincia di Benevento (47) e Avellino (29), e le rimanenti nella provincia di Caserta.

Allevamento

Oggi la Laticauda è allevata in modo stanziale in aziende di media collina in gruppi non numerosi. L’alimentazione nel periodo invernale è basata sul fieno di sulla, lupinella, erba medica mescolato a paglia di avena o di orzo con integrazioni di crusca. Quando le condizioni atmosferiche lo consentono le pecore pascolano negli incolti produttivi, sugli erbai e prati dopo la falciatura e anche nei campi coltivati a frumento troppo rigogliosi. In primavera l’alimentazione è basata esclusivamente sul pascolo. Di notte e nelle ore più calde della giornata le pecore sono condotte nei ricoveri. Le nascite hanno inizio alla fine di ottobre e si prolungano per tutto il mese di gennaio.

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Caratteristiche di razza

Taglia L'altezza media al garrese è nei maschi e nelle femmine di 82 e 71 cm; mentre il peso è di 95 e 69 kg.
Testa Pesante con profilo montonino maggiormente accentuato nei maschi, acorne, con presenza di cercine calloso nel maschio. Orecchie grandi, portate lateralmente e in basso.
Collo Lungo e robusto nel maschio, più sottile nella femmina.
Tronco Si presenta lungo e largo. Il garrese tagliente nel maschio, è meno accentuato nella femmina. Il torace è alto, profondo, con costole arcuate in entrambi i sessi. La linea dorso-lombare è rettilinea; la groppa si presenta larga e generalmente spiovente.
Apparato mammario Mammella saldamente attaccata, voluminosa, tessuto spugnoso ed elastico. Capezzoli di giuste dimensioni ed uniformi.
Arti Esili e lunghi nelle femmine, più solidi e robusti nei maschi.
Vello Si presenta bianco candido, con bioccoli prismatici, poco serrati. Ricopre completamente regione dorsale e cervicale, fronte, guance, arti anteriori fino al ginocchio e quelli posteriori fino ai garretti ne sono privi.
Pelle e pigmentazione La pelle è sottile e rosea. Una pigmentazione espressa in macchie di colore nero, marrone o rosso è riscontrabile sul musello, sulle palpebre, orecchie e arti.
Caratteri riproduttivi

Fertilità: il rapporto percentuale tra il numero delle pecore che hanno partorito e quello delle femmine avviate alla monta è molto alto, infatti si attesta al 97% a confronto del 90% della maggior parte delle razze ovine italiane.

Prolificità: il rapporto percentuale tra il numero di agnelli nati e il numero di pecore che hanno partorito è del 180%, infatti sono frequentissimi i parti gemellari, meno frequenti, ma non certo rari, i parti trigemini e quadrigemini.

Fecondità annua: il numero di agnelli nati per ogni stagione di monta da 100 pecore matricine è del 175%.

Produzione

E’ la tipica razza a duplice attitudine:

- carne: grazie all’elevato tasso di gemellarità (75%), una resa al macello molto alta e per gli elevati accrescimenti degli agnelli. La carne suscita un grande interesse commerciale poiché ha caratteristiche nutrizionali interessanti quali il ridotto contenuto in colesterolo e in acido capronico e caprilico, responsabili del tipico sapore della carne ovina.

- latte: pur non essendo una razza da latte, la Laticauda è in grado di produrre circa 120-140 litri di latte per lattazione; il latte ha una resa in formaggio del 20% ed in ricotta del 6%, con contenuto in grasso variabile dal 6 all’8%. Rinomato sin dai tempi antichi, il pecorino di Laticauda la cui bontà era dovuta, così come ancora oggi, alle erbe spontanee dei pascoli montani tra queste soprattutto al trifoglio ladino.

Infine, la produzione di lana è sicuramente secondaria alle attitudini precedenti ma non certo trascurabile per il valore, seppur modesto, che può avere nella P.L.V. (Produzione Lorda Vendibile) di un allevamento ovino. La produzione media in sucido è per gli arieti di 3 kg e per le femmine di 2,8 Kg.

Aspetti positivi L’alta prolificità e gli elevati accrescimenti degli agnelli associati alle caratteristiche organolettiche delle carni come del latte, sono i punti di forza da utilizzare per valorizzare questa razza.
Immagini e testi tratti dall'Archivio RARECA.

Contatti

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prof. Vincenzo Peretti

Università degli Studi di Napoli Federico II

Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzione Animale

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